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CISL Funzione Pubblica

Ice, Cisl Fp: “No alla chiusura, subito un piano industriale che rilanci l’istituto e valorizzi il personale”

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“L’Istituto per il commercio estero va rilanciato, non soppresso” questa la posizione della Cisl Fp in merito alle ipotesi circolate in questi giorni sulla manovra 2011.

“Il patrimonio di competenze e professionalità in forza all’Ice, cioè oltre 800 tra dipendenti altamente qualificati e professionisti, non può essere messo in discussione. Così come non può essere messa in discussione la necessità, soprattutto in tempi di crisi, di sostenere le imprese sui mercati internazionali. Cioè quelle piccole e medie aziende che costituiscono il cuore del tessuto produttivo del Paese e che hanno bisogno di essere supportate nell’internazionalizzazione attraverso i servizi per l’export e la promozione dei prodotti italiani all’estero”.

“Per questo è necessario intervenire sull’organizzazione dell’ente, ma per rilanciarne attività e funzioni non per chiuderlo”.

“Come Cisl Fp siamo per un’attenta razionalizzazione dell’Ice. L’istituto va ristrutturato attraverso un vero e proprio piano industriale, così come chiediamo inascoltati da mesi. Bisogna ridisegnarne l’organizzazione per renderlo più efficiente e per consentire di utilizzare al meglio il capitale umano. Solo scommettendo sulle persone e sulle competenze, infatti, è possibile potenziare le funzioni dell’Ice, riducendone selettivamente i costi”.  

“Chiediamo con forza che i ventilati provvedimenti di chiusura vengano smentiti. E che ai lavoratori siano confermate tutte le tutele, mettendo in atto le misure necessarie a valorizzarne il lavoro al servizio della crescita del Paese”.

Mobilitazione dei sindacati europei - Le federazioni italiane ricevute dai rappresentanti della Commissione a Roma

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europa2Ieri 30 novembre è stata una giornata di iniziative in tutti i Paesi europei da parte dei sindacati affiliati alla federazione dei sindacati dei servizi pubblici Epsu. Una mobilitazione con forme diverse, dallo sciopero in Gran Bretagna ai numerosi sit-in davanti alle sedi di rappresentanze e ministeri, accomunate dall’intento di manifestare preoccupazione per gli effetti delle politiche di austerity sollecitate dai decisori comunitari in particolare verso gli Stati membri in difficoltà di bilancio, ma che negli ultimi anni hanno colpito in varia misura un po’ ovunque e con un ‘punto di caduta’ ricorrente: i servizi pubblici e i lavoratori pubblici.

A Roma una delegazione di Cisl Fp e Fp Cgil si è recata presso la sede della  rappresentanza della Commissione europea in Italia, dove è stata ricevuta dal Direttore Lucio Battistotti e dal Vice Direttore Emilio Dalmonte.

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Pubblico impiego, approvata proroga contratti precari. I sindacati scrivono a D’Alia: “Subito confronto su flessibilità e riorganizzazione”

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precari_copy“La proroga dei contratti a tempo determinato è un passo importante, ma ora serve un confronto urgente sulle tante questioni aperte nel pubblico impiego. A partire da gestione del personale, relazioni sindacali e contratti”. Così Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa – commentano l’approvazione definitiva da parte del Senato della legge di riconversione del decreto che prevede la proroga al 31 dicembre 2013 degli incarichi dei precari a tempo determinato. I sindacati chiedono, però, al governo un passo in avanti, anzi più di uno.

Le quattro federazioni del pubblico impiego hanno, infatti, scritto al ministro Gianpiero D’Alia per sollecitare la riapertura del tavolo con il Dipartimento della Funzione pubblica e la ripresa degli accordi del maggio 2012: “Sui lavori flessibili bisogna superare l’emergenza attraverso una regolamentazione complessiva, sia legislativa che contrattuale, che riguardi le diverse tipologie di contratto e che tenga conto delle specificità dei comparti”, rilanciano Dettori, Faverin, Torluccio e Attili.

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Cambiamo il film - scarica la newsletter CISL FP

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2013-07-31_121539La riapertura del dossier Pubblico Impiego, dopo la proroga dei contratti a tempo determinato, riaccende il dibattito sul lavoro pubblico. Bene riparlarne proprio ora che i nodi delle storture nell’utilizzo dei soldi pubblici sono venuti al pettine. Ora che, a suon di tagli e proroghe, i servizi sono a rischio.
Non è più rinviabile il confronto su come coniugare garanzia dei servizi, riorganizzazione della P.A. e posti di lavoro. Sono temi che richiedono scelte consapevoli e strumenti nuovi.
Bisogna prima mettere in fila le priorità, dai lavoratori in soprannumero o a rischio esubero, ai contratti flessibili, ai rinnovi contrattuali. Poi confrontarsi su tutte le questioni aperte fissando obiettivi condivisi e costruendo strumenti normativi e contrattuali ad hoc.
La proroga dei contratti a tempo è un segnale importante, ma non basta!
Bisogna attivare quelle “ricette per la crescita” che noi indichiamo da tempo:
• riorganizzazione per funzioni
• ottimizzazione dei servizi
• valorizzazione delle competenze
• rafforzamento della contrattazione di secondo livello e incanalarle in un percorso di confronto e partecipazione.
Per questo vogliamo l’apertura di tavoli specifici, perché con il solito attendismo e le armi spuntate non si valorizza il contributo dei lavoratori a quel disegno di revisione della spesa finalizzato allo sviluppo che serve al Paese

Censimento Istat: con i tagli al personale, welfare in crisi

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ISTAT

Cgil, Cisl e Uil: senza riorganizzazione non c’è revisione di spesa
“I dati forniti dall'Istat confermano come i tagli al personale abbiano colpito pesantemente i settori che offrono servizi, indebolendo il welfare senza operare una vera riorganizzazione della Pa e soprattutto senza ridurre la spesa pubblica”. Con una nota congiunta Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa - commentano i dati del Censimento Istat su Industria e servizi, Istituzioni pubbliche e Non Profit, che ha quantificato la riduzione dei dipendenti pubblici in un -11,5% dal 2001 al 2011, con una contrazione secca di quasi 370 mila unità.

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Paper CISL FP

3 set

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