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I soggetti della sicurezza: il datore di lavoro (2)

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La responsabilità in tema di SSL del vertice apicale e del datore di lavoro (parte seconda)

Il T.U. in materia di Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro (D.lgs. 81/2008 e succ. mod.) agli artt. 17 e 18 disciplina puntualmente gli obblighi del datore di lavoro e del dirigente.

Abbiamo già analizzato nella prima parte come il vertice dell’Amministrazione debba individuare, attraverso una delega di funzioni, il soggetto a cui affidare la qualifica di datore di lavoro. Tale soggetto, sia esso dirigente o funzionario preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, deve avere attribuiti autonomi poteri di spesa per poter esercitare le facoltà gestionali tipiche del datore di lavoro (art. 4 co.2 e art. 5 del d.lgs. 165/2001).

In base all’art. 17 incombono sul datore di lavoro due specifici obblighi “non delegabili” :

  • La valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR) previsto dall’art. 28 del T.U.;
  • La designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).

Per obbligo non delegabile deve intendersi che il datore di lavoro, sebbene possa servirsi di consulenti interni o esterni (se in organico non vi sono soggetti con le richieste professionalità e competenze) ad es. per la redazione del DVR, non può sostituirsi ad essi avendo piena responsabilità tanto nell’aspetto preventivo quanto nel profilo attuativo della sicurezza.

La “delega di funzioni”, quale istituto di creazione giurisprudenziale, incide invece sulla distribuzione delle responsabilità penali conseguenti alla violazione della normativa prevenzionistica, ferma restando la responsabilità civile disciplinata invece dalla normativa generale di cui agli art.. 2087 e 2049 c.c.


Infatti all’art. 18 del T.u. sono ricompresi tutti gli obblighi che il datore di lavoro può delegare tramite l’istituto della “delega di funzioni”. Per essere valida e legittima la delega deve rispettare i requisiti previsti dall’art. 16 del T.U. ovvero: deve risultare da atto scritto con data certa; deve individuare un delegato che possieda tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla natura delle funzioni delegate; deve attribuire al delegato i relativi poteri di organizzazione, gestione e controllo; deve attribuire al delegato la relativa autonomia di spesa; deve essere accettata per iscritto; deve essere opportunamente pubblicizzata.

In ogni caso la delega di funzioni non esclude l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite.

Ammessa anche la cd. subdelega solo da soggetto delegato a soggetto subdelegato e non oltre. Rimane impregiudicato il controllo datoriale, e in caso di subdelega anche del delegato/delegante, sull’andamento generale della sicurezza con annesso obbligo di vigilanza.

Qualche perplessità emerge in riferimento ai modelli organizzativi (art. 30 del T.U.), che sarebbe necessario adottare anche nelle PP.AA., in quanto pare che l’efficacia esimente sia rivolta al solo datore di lavoro.

Gli obblighi delegabili e relativi compiti sono previsti all’art. 18 del T.U. e possono dividersi in diversi gruppi. Vi sono gli obblighi che riguardano le altre nomine dei soggetti della Sicurezza, quelli attinenti l’ambito della sorveglianza sanitaria, quelli in materia di rapporti con le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza e quelli che concernono la gestione delle emergenze.

Di seguito una tabella sintetica.

Obblighi delegabili - Datore di lavoro e dirigente art. 18 T.u.

 

Nomina il medico competente

Designa i lavoratori incaricati dell’attuazione di misure di prevenzione (incendi, evacuazione, primo soccorso…)

Nell’affidare i compiti ai lavoratori deve tenere conto delle capacità e delle condizioni in rapporto alla loro salute e alla sicurezza

Fornisce necessari e idonei dispositivi di protezione (sentire rspp e medico)

Prende misure appropriate per limitare l’accesso solo al personale addestrato nelle zone pericolose.

Richiede l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti

Invita i lavoratori alla visita medica

Comunica al medico la cessazione del rapporto di lavoro (nei casi di sorveglianza sanitaria)

Adotta misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza

Informa al più presto i lavoratori esposti a un rischio grave

Adempie agli obblighi di:

Formazione

Informazione

Addestramento

Consegna al RLS il documento di valutazione dei rischi

Elabora apposito documento per contratti di appalto e d’opera

Prende provvedimenti appropriati per non causare rischi per la salute della popolazione e per non deteriorare l’ambiente circostante

Comunica all’Inail e all’Ipsema, in via telematica:

-entro 48 ore i dati relativi all’infortunio occorso;

-i nominativi dei RLS

Consulta il RLS nelle ipotesi di cui all’art. 50 del T.u.

Convoca la riunione periodica (se più di 15 dipendenti)

Aggiorna le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e protezione

Fornisce al servizio del RSPP e al medico competente informazioni in merito a :

-natura dei rischi

-organizzazione del lavoro

-descrizione impianti e processi produttivi

-i dati comunicati all’Inail

-provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza

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